La vigilia contro il grande ex è anche un’indicazione delle differenze e degli spauracchi. “Se ci fosse un modo sicuro di fermarli, i giocatori forti non esisterebbero. Malen è in stato di grazia. La partita l’abbiamo preparata normalmente. Siamo l’unica squadra in Italia ad aver già giocato quattro partite. La crescita è un po’ rallentata dal calendario”. Maurizio Sarri, più che presentare la sua Atalanta, parla soprattutto della Roma: “Son contentissimo che il mercato sia finito. Non è che si possa lavorare cinquanta giorni col mercato sempre aperto, lo pensano tutti gli allenatori d’Europa. Sono soddisfatto, anche se è presto per valutarli ora”.
“Kristensen ha fatto il terzo allenamento da quand’è arrivato, Rowe l’ha fatto pieno oggi, Kessié è al terzo. C’è differenza tra i singoli, Kessié dopo il mondiale s’è allenato solo individualmente. Il danese va inserito, Rowe fisicamente è già condizionato. Franck può fare la mezzala come giocare basso, è un giocatore molto intelligente”, il parere di Sarri sugli ultimi tre acquisti importanti.
“E’ una partita difficile tra una squadra che ha già 13-14 mesi di lavoro addosso e una come la nostra da 45 giorni. La partita è importante e in questo momento per noi difficile. La Roma s’è rinforzata ulteriormente. Mi meraviglierei se non lottasse per lo scudetto fino alla fine – continua il tecnico -. A noi la società non ha chiesto ancora niente, ci chiede di lavorare a un nuovo progetto. Le contingenze di mercato ci hanno portato giocatori all’ultimo momento, i Mondiali ci hanno condizionato. La squadra è a un livello basso rispetto a quello che potrà esprimere tra qualche tempo”.
“Stimo e considero moltissimo Gasperini. Vincono tutti i tipi di allenatori, a zona o a uomo o col calcio spettacolo. Non c’è qualcosa che ti faccia vincere, solo le cose fatte bene – il commento sul grande ex -. Ha inciso per tanto tempo, ma non ho la sensazione che ci fosse ancora la sua ombra in società e nell’ambiente al mio arrivo. L’importante è che la società abbia deciso per un altro progetto tecnico e lo appoggi”.
“Vincere nell’ultimo quarto? L’importante è avere un panchina giocatori, soprattutto offensivi, che non fanno ingressi da delusi ma consapevoli di poter risolvere la partita. Una mentalità da mantenere. Chi si alza e la risolve poi è ovvio che debba o possa giocare da titolare”, il parere sarriano sui tre panchinari decisivi, Krstovic, Scamacca e Samardzic contro Sassuolo, Hapoel e Bologna.
Torniamo al pericolo pubblico numero uno e a chi potrebbe esserlo per il nemico: “Malen è un animale che è velenoso di raccordo, in area e in profondità. Noi abbiamo tante soluzioni di ottimo livello. De Ketelaere ha tantissimi margini fisici, tecnicamente è un fuoriclasse che secondo me è al sessanta-settanta per cento, ha margini per essere più continuo e incisivo. Per me lo è stato poco rispetto al suo valore”. E la coppia centrale obbligata Kossounou-Scalvini? “A livello d’esercitazioni i difensori presi singolarmente cominciano a essere guardabili, ma in partita sotto pressione si muovono meno bene di reparto e viene fuori ancora l’attenzione all’uomo”. SF